Il Mur de Huy, in Vallonia, deve la sua fama al ruolo di arrivo decisivo della Freccia Vallone dagli anni ’80: appena 1,3 km, ma con una pendenza che sale fino al 26% e che ha visto alcuni degli sprint in salita più memorabili del ciclismo.
Un muro corto ma di una durezza concentrata
Dal piede del chemin des Chapelles a Huy, la strada sale per soli 1,3 km con 130 m di dislivello, a una media vicina al 9,6% che nasconde un profilo molto irregolare. Il tratto più duro si trova subito dopo la cappella di Notre-Dame de la Sarte, a metà altezza, dove la pendenza supera il 26% per un centinaio di metri prima di addolcirsi leggermente fino alla vetta.
Come affrontare l’uscita
Una cassetta a rapporto largo, tra i 30 e i 32 denti, permette di affrontare con calma il tratto più ripido senza doversi alzare bruscamente sui pedali. La brevità del muro invita a uno sforzo vicino alla soglia già dal fondo, piuttosto che a una gestione distribuita come su una salita più lunga.
Quando salire
Da marzo a ottobre, dato che la strada resta percorribile tutto l’anno, anche se le condizioni invernali possono rendere scivoloso il fondo stradale. Il passaggio della Freccia Vallone, generalmente a metà aprile, attira numerosi cicloamatori che vengono a scalare il muro prima o dopo la corsa professionistica.
Buono a sapersi
Huy, piccola città sulla Mosa ai piedi del muro, offre una scelta di alloggi sufficiente per una tappa, con un accesso pratico a Liegi, a meno di un’ora d’auto, per combinare questa salita con altri classici delle Ardenne come la Redoute o la Roche-aux-Faucons.