Il Passo Fedaia, a 2057 m ai piedi del ghiacciaio della Marmolada — la vetta più alta delle Dolomiti —, deve la sua fama a un temibile muro finale sul versante veneto, che ne fa uno dei passi più temuti del Giro d’Italia.
Un muro finale ai piedi della vetta più alta delle Dolomiti
Da Malga Ciapela, la strada sale per circa 13,9 km con 970 m di dislivello, a una media del 7% che nasconde una realtà ben più dura: i primi chilometri, relativamente scorrevoli, lasciano il posto a una pendenza che si irrigidisce progressivamente fino a superare il 12% nel finale, con rampe vicine al 18% appena prima della vetta. Il passo domina il lago di Fedaia, bacino artificiale dalle acque turchesi, con il versante nord della Marmolada e il suo ghiacciaio sullo sfondo.
Come affrontare l’uscita
L’inizio più facile della salita può indurre a partire troppo forte: meglio conservare energie per il muro finale, unica vera difficoltà di questa ascesa. Il versante opposto, da Canazei sul lato trentino, offre una pendenza molto più regolare e costituisce un’opzione di discesa o di rientro meno impegnativa.
Quando salire
Da luglio a settembre, con la strada che può restare chiusa dalla neve fino a giugno a questa altitudine vicina ai 2100 m. Il Giro d’Italia ha percorso questo passo più volte, in particolare in occasione di una decisiva cronoscalata nel 2011.
Buono a sapersi
Malga Ciapela, piccola località ai piedi della funivia che sale in vetta alla Marmolada, offre una scelta di alloggi limitata, con un accesso pratico a Canazei sul lato trentino per prolungare il soggiorno nelle Dolomiti.