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Colle del Nivolet: il colle d'alta quota (quasi) senza auto

Piemonte, Val d'Orco, Italia

Colle del Nivolet: il colle d'alta quota (quasi) senza auto

📷 Photo: Heylo Pistazie on Unsplash (illustrative photo, not necessarily this exact spot)

Partenza

Ceresole Reale

Distanza

18.5 km

Dislivello positivo

1000 m D+

Durata

Mezza giornata

Difficoltà

Difficile

Periodo migliore

Da giugno a settembre

Strada

Il Colle del Nivolet, a 2612 m nel cuore del Parco nazionale del Gran Paradiso, è uno dei rari grandi colli alpini dove si pedala (quasi) senza auto: dal 2025, l’accesso dei veicoli a motore è limitato da un sistema di prenotazione, mentre i ciclisti restano sempre liberi di salire.

Una salita tra laghi glaciali e alpeggi

Da Ceresole Reale (1620 m), si contano 18,5 km per 1000 m di dislivello, a una media del 5,4% piuttosto ingannevole: i primi chilometri sotto la diga del Serrù sono i più duri, con rampe sostenute tra il 10 e il 15% in tornanti stretti. Superato il lago Serrù (2275 m), la pendenza si calma e costeggia il lago Agnel (2300 m), due bacini di origine glaciale ampliati da dighe idroelettriche, prima di sboccare sulla Piana del Nivolet, vasto altopiano di alpeggi e torbiere — la torbiera più alta d’Europa — dove pascolano stambecchi e camosci fino ai piedi del colle, a 2612 m.

Una strada (quasi) restituita alle bici

Dal 2025, la strada provinciale che porta al colle non è più chiusa la domenica come un tempo: funziona ora con un sistema a quota. Tra luglio e i primi fine settimana di settembre, l’accesso in auto o in moto all’ultimo tratto (dal lago Serrù alla Piana) è limitato a 350 veicoli al giorno, prenotabili online tramite la NivoletCard (10 €). Le bici non sono soggette ad alcuna restrizione e circolano sempre liberamente. Due giornate estive sono addirittura interamente chiuse al traffico privato per eventi di mobilità dolce — un’occasione per salire al Nivolet in una quiete rara per un colle così spettacolare.

Come affrontare l’uscita

Il colle culmina a 2612 m: anche in piena estate, il vento e il fresco si fanno sentire non appena si lasciano i laghi, e una giacca antivento ben piegata in tasca fa tutta la differenza per la discesa. Il temporale pomeridiano non è raro in alta montagna d’estate: meglio puntare a una partenza mattutina da Ceresole Reale. Le lunghe rampe sotto la diga del Serrù richiedono un rapporto di trasmissione generoso.

Quando andarci

La strada è generalmente aperta da metà maggio a metà ottobre a seconda dell’innevamento — nel 2026 ha riaperto solo il 19 giugno. Da giugno a settembre resta il periodo più sicuro per salire, con una preferenza per luglio-agosto, quando laghi e alpeggi sono completamente liberi dalla neve.

Buono a sapersi

Ceresole Reale, villaggio sulle rive del suo lago, offre una scelta di alloggi semplice ma sufficiente per una tappa prima o dopo il colle. Il Parco nazionale del Gran Paradiso, creato nel 1922 a partire dall’antica riserva di caccia reale di Vittorio Emanuele II, ospita una delle più grandi popolazioni di stambecchi delle Alpi europee — un buon motivo per tenere la macchina fotografica a portata di mano sui pendii del Nivolet.

Come arrivare a Ceresole Reale

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Dove dormire vicino a Ceresole Reale

Una selezione di alloggi ben posizionati per affrontare l'uscita con calma.

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Domande frequenti

Anche i ciclisti devono prenotare per salire al Colle del Nivolet?+

No. Dal 2025, solo i veicoli a motore (auto e moto) sono soggetti al sistema di prenotazione NivoletCard, con un tetto di 350 veicoli al giorno sull'ultimo tratto della strada. I ciclisti salgono liberamente, senza prenotazione né restrizioni, e beneficiano di un traffico automobilistico molto più leggero rispetto a prima — soprattutto durante le due giornate estive interamente chiuse al traffico privato.

Perché il Gran Paradiso è così importante per lo stambecco alpino?+

Il massiccio fu dichiarato riserva reale di caccia nel 1856 da Vittorio Emanuele II per salvare lo stambecco, allora sull'orlo dell'estinzione in Europa. Diventato il primo parco nazionale d'Italia nel 1922, il Gran Paradiso ospita oggi tra 2500 e 3500 stambecchi, regolarmente visibili sugli alpeggi che costeggiano la strada del Nivolet.

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